venerdì 26 agosto 2016

Terremoto - Gli aiuti dalla scena metal

Con questo comunicato, la Brothel of Sound - agenzia che gestisce molti eventi dell'underground capitolino - chiama a raccolta tutti gli artisti del proprio roster e si mette in moto per cercare di aiutare le zone terremotate. Dalla pagina facebook dell'agenzia, si legge quanto segue:

"ROMA rispondi al nostro APPELLO.
In collaborazione con la CROCE ROSSA Italiana, come dovere etico sia da musicisti che come organizzatori, la BROTHEL OF SOUND Agency si impegna ad essere il PUNTO DI RIFERIMENTO  per tutte le band del Lazio che vogliano partecipare alla nostra raccolta fondi per aiutare i terremotati. Tutto il ROSTER ha già risposto positivamente. Basta un OFFERTA LIBERA. Contattateci in privato sulla Pagina o i profili: Andrea Lanzillo - Giovanni Noè.
Il tutto verrà scrupolosamente documentato.
Inoltre stiamo organizzando un FEST a Roma entro settembre e uno in Italia in cui tutti gli ingressi verranno devoluti.
Ricordate.... l'impegno anche di un solo uomo può cambiare il mondo e  aiutare la vita delle persone che sono state più sfortunate.

CONTATTI
FB: Brothel Of Sound  - Andrea Lanzillo - Giovanni Noè II

Winter1941@hotmail.it
Brothelofsoundagency@gmail.com"

Sempre nel contesto, sononda segnalare altre iniziative, altrettanto lodevoli di band che stanno prendendo parte all'inizio della nuova stagione e che hanno deciso di devolvere interamente il ricavato del merchandise. Il RoMetal, che si sta svolgendo in questi giorni al palacavicchi é stato proprio il teatro principale dal quale si è levato questo coro benefico.

Insomma, Roma fa sentire che c'è e che i suoi fratelli contano quanto i romani.

A.Hunt

martedì 23 agosto 2016

Gigantomachia - Demo

Artista: Gigantomachia
Disco: Demo
Genere: Melodic death metal
Durata: 17'
Tracce: 3
Anno: 2016 

Etichetta: nessuna


Voto: 6.5

Recensionea cura di: Leonardo Palestini

Mi fa sempre piacere ascoltare qualche lavoro nuovo, sconosciuto, da scoprire! E molto spesso esprimersi o comunque descrivere questo tipo di brani può essere complicato, perché come puoi trasmettere a parole ciò che è la musica? 
Ma io ci provo lo stesso, ed in questa recensione andremo a parlare di una band di Alatri, fondata nel 2005 da Lorenzo Barabba Suminier (basso) con l’intenzione di dirigere la propria musicalità e votarla a quella misteriosa ed oscura sfera della musica che è il Death Metal, i Gigantomachia! Questo gruppo ha senz’altro delle sonorità niente male (sicuramente da raffinare), che paradossalmente andrei a piazzare tra Amon Amarth ed In Flames, per la voce (quando il cantante ci prende) anche se le soluzioni che alle volte vengono trovate per far chiudere i riff di chitarra non sono proprio Death (non per questo non orecchiabili) ma questo più avanti.
I Gigantomachia ci propongono una demo composta da tre tracce, le cui tematiche girano intorno alle leggende Saturnine e Greche della città dei ciclopi di Alatri, ad un primo ascolto si riescono a cogliere in alcuni punti dei gustosi riff "vichingheggianti", in cui la voce del cantante accompagna l’ascoltatore in mezzo a ciclopiche tempeste di riff! Anche se poco dopo, in alcuni casi, la voce risulta forse un po’ troppo strozzata, e supera il limite della forzatura, cosa che forse stona un pochino nell’insieme. Nel complesso però devo dire che alcune tracce vale la pena ascoltarle, perché in alcuni passaggi hanno davvero una certa sostanza.
La prima traccia è Aldebaran (Taurus Head), che inizia con un oscuro arpeggio sul quale si adagia una voce un pochino strozzata, l’effetto non è il massimo, ma poi la canzone si apre e la voce si alterna tra un growl profondo alla Amon Amarth ed uno un po’ più “graffiato” alla Anders Friden, su riff che proprio death non sono, rimanendo comunque nell’insieme, piacevole. L’assolo della canzone non è proprio molto melodico, forse un pochini insipido, ma comunque ben fatto e quindi con qualche piccolo accorgimento potrebbe migliorare esponenzialmente.
La seconda traccia è Leviathan, che inizia oserei dire in modo “Danzigiano”, per poi però schiudersi in qualcosa di relativamente più viking, anche se la voce rimane troppo strozzata. Migliorandola un pochino, potrebbe davvero avere un effetto meraviglioso su questo pezzo, che ritengo essere, dal punto di vista della struttura, quello che preferisco. Qui l’assolo regala qualche emozione in più, è già molto meglio del precedente!
La demo si conclude con Eye of the Cyclop, e qui si sente il death. E' un pezzo molto carico, che modestamente ritengo essere quello da un punto di vista musicale più completo della demo. Il gioco di chitarra sul ritornello, quasi cantilenante dopo un po’ diventa un pochino fastidioso, anche se armonizzato sarebbe una bomba - parere personali
Il batterista da il meglio di se, anzi complimenti perché in tutta la demo è forse il più preciso della band, una vera macchina da guerra. 

Detto questo, rimane una demo, ma il potenziale in essa contenuto non è assolutamente da sottovalutare.
Lo ritengo un lavoro da ascoltare!



Traccia più interessante: Eye of the Ctclop

Sample track - Aldebaran


Tracklist
01 - Aldebaran (Taurus Head)
02 - Leviathan
03 - Eye of the Cyclop


venerdì 5 agosto 2016

Madness of Sorrow- III:The Beast

ArtistaMadness of Sorrow
Disco: III: The beast
Genere: Horror Gothic Metal
Durata: -
Tracce: 9
Anno: 2015 

Etichetta: W1tch Records


Voto: 8

Recensione a cura di: Barabba

Come l’araba fenice che risorge dalle ceneri piu’ forte prima, dai resti dei  Filthy Teens nascono i Madness of Sorrow,band Italiana che ci propone un horror/gothic metal .la band prende forma nel marzo 2011 ed era composta da David Dalcò (basso), Simon Garth (ex Death SS alle chitarre) e Ross Lukather (ex Death SS alla batteria).Poco dopo,nell’ottobre dello stesso anno rilasciano il loro primo lavoro,”Signs” che riscontra critiche positive da tutto il mondo.Dopo alcuni cambi di formazione,la band inizia a scrivere materiale per un nuovo album  “Take The Children Away From The Priest” i cui testi sono contro il vaticano e la chiesa cattolica.Anche quest’ultimo riceve riscontri positivi,portando la band ad  un livello piu’ alto.la formazione attuale e’ composta da Muriel ( Vocals, rhythm/lead guitar, bass, keyboards, drums),Shark (Rhythm/lead guitar) e Derrick (Drums) e ci propone il suo  ultimo capolavoro: "III: The Beast",album contenente 10 tracce.Si comincia con “ Welcome To Your Suicide“ ,brano carico e pieno di grinta.di questo brano ho apprezzato molto le linee vocali e il solo di chitarra ricorda parecchio lo stile del trash anni 90.Seguono “Three Meters Underground” e “Seed Of Evil”,brani piu’ aggressivi e compatti.la prima,col suo intro da film horror vecchio stampo,ci offre dei riff di chitarra non troppo complessi ma precisi e melodici.la seconda presenta degli effetti e delle note di tastiera che creano delle melodie che mi fanno pensare ai mitici Goblin.Anche qua il cantato e’ un’incastro perfetto per il resto del brano,unendo il tutto e creando un pezzo a dir poco perfetto. Con “ The Army Of Sinners” l’album si dirige verso la aprte piu’ violenta.Un pezzo compatto.Le linee di basso si uniscono alla grancassa e al rullante,mentre le chitarre giostrano dei riff magari scontati ma efficaci. “The Black Lady” e’ un brano piu calmo,melodico,gotico.strumentalmente non ho paura a definirlo completo.L’odio per la chiesa e i suoi adepti che si nascondono dietro a un colletto risalta in “ Vatican's Ruins” ,dove le chitarre,accompagnate dalle note corpose del basso,macinano dei riff veloci e precisi,mentre la batteria si unisce con la voce carica d’odio,trasmettendo all’ascoltatore il pensiero e il significato di un brano cosi crudelmente sincero.”  No Redemption”, “Crucifixed” e “ Evilangel” sono 3 brani fantastici.ognuno rappresenta uno stile differente,sia nel cantato che nello strumentale,ma che comunque riescono a creare una continuita’ nell’album che definirei unica.Se la prima segue un’andazzo piu’ tranquillo,giocando molto sulle melodie, la seconda e’ un canzone piu’ grintosa,cupa e con sinfonie horror.Non di meno la terza che con i suoi riff tecnici ricorda anche un po’ lo stile black norvegese,con i quali riesce a rappresentare al meglio le sensazioni che la voce vuole trasmetterci.le parti soliste dei brani sono tutte molto orecchiabili e tecniche,dando ai chitarristi la possibilita’ di esprimersi al meglio.in fine abbiamo “Drowned” che con il suo intro cupo e angosciante riesce a far rabbrividire l’ascoltatore.Lo stile del cantante mi ricorda parecchio quello dei “69 eyes”.le pari di batteria sono complete mentre il basso riesce a dare corposita’ ai brani.naturalmente anche le chitarre non sono da meno.Complessivamente e’ un gran bell’album,completo e ricco di effetti e suoni atmosferici.Consigliatissimo agli appassionati del genere.


Traccia più interessante: Vatican's Ruins

Sample track - Vatican's Ruins


Tracklist
01 - Welcome to your suicide 
02 - Three meters underground
03 - Seed of Evil
04 - The Army of sinners
05 - The Black Lady
06-  Vatican's Ruins
07-  No redemption
08-  Crucifixed
09-  Evilangel